Documento di sintesi del 1° incontro internazionale del sindacalismo combattivo del settore aereo




Il 15 e 16 ottobre 2018 si è svolto a Madrid il I incontro del sindacalismo combattivo del settore aereo aderente alla rete sindacale internazionale di solidarietà e lotta, in cui si sono incontrati, ufficialmente, per la prima volta delle lavoratrici e dei lavoratori di compagnie e società aeroportuali di nazioni ed organizzazioni differenti per tentare di far “decollare” un coordinamento internazionale del settore.

Dal proficuo ed interessante confronto, al quale hanno partecipato colleghe e colleghi spagnoli, italiani, portoghesi e francesi è emerso che le varie problematiche espresse da ogni realtà, parlano tutte la stessa lingua che è quella dello sfruttamento del capitalismo che ha trovato terra fertile grazie alle politiche dei vari governi e  alla complicità dei sindacali padronali. Il settore aereo in tutto il mondo, ma nello specifico in Europa, è tra i più colpiti dalla liberalizzazione del mercato con il conseguente proliferarsi delle compagnie Low Cost e privatizzazioni delle compagnie di bandiera e delle gestioni aeroportuali. Un settore aereo che da anni è in continua crescita sia per il numero di passeggeri che di merci trasportati, ma che centralizza i ricavi milionari nelle mani di pochi speculatori privati, lasciando miserie e precarità alle lavoratori e ai lavoratori e sempre meno sicurezza e servizi per i passeggeri.

Tutto ciò non è avvenuto per caso ma è il risultato di un vero e proprio progetto. Nel 2000 l’allora commissario dei trasporti europeo Layola De Palacio, dichiarò che in Europa sarebbero rimaste solo 3 grandi compagnie aeree di riferimento per quanto riguarda il trasporto aereo globale (lungo raggio), e sarebbero state le compagnie di bandiera (privatizzate) degli stati più industrializzati della EU: British Airways (GB), AirFrance (F), Lufthansa (D) e tutte le altre avrebbero avuto un ruolo marginale, regionale e di feederaggio. Queste 3 compagnie, ad oggi, fanno parte di altrettante 3 grandi alleanze globali dei cieli (One World, SkyTeam, Star Alliance) ed insieme ad altri colossi del trasporto aereo mondiale, tra cui le grandi compagnie americane, asiatiche e arabe controllano, attraverso accordi e partnership, gran parte del trasporto aereo globale e i corrispettivi ricavi lasciando ben poco alle lavoratrici e ai lavoratori.

A partire da questa analisi generale, si è deciso di sintetizzare delle argomentazioni comuni, riscontrate nelle varie lotte che ci vedeva protagonisti, costruendo una prima piattaforma unitaria di rivendicazioni :

  • Controllo pubblico del settore aereo attraverso la nazionalizzazione delle compagnie di bandiera e delle gestione aeroportuali, essendo entrambe un patrimonio pubblico, un bene comune, con un conseguente piano di internalizzazione di tutte le attività (handling, manutenzione, informatica, sicurezza ecc.) ponendo fine alle sub-contrattazioni/terziarizzazioni. Un controllo pubblico che livelli i costi dei servizi a terra attraverso una tariffa unica, uguale e senza distinzione tra le compagnie (Low Cost) e che equipari e controlli le tasse aeroportuali a partire dalle capitali degli stati della EU;

  • Lotta alla precarietà in un settore in cui l’impiego costante, per tutto l’anno, di contratti a termine e part-time, non è in alcun modo giustificato ma viene solamente utilizzato per tenere sotto ricatto salariale ed occupazionale le lavoratrici e lavoratori, i quali oltre ad essere condannati ad una vita senza prospettive, vedranno sempre più lontana  e povera la propria pensione. Rivendichiamo la stabilizzazione dei contratti;

  • Rispetto della conciliazione lavoro - tempo libero in un settore in cui l’orario di lavoro si basa  costantemente sulla flessibilità senza mai tener conto delle esigenze delle lavoratrici e lavoratori con turni che si intercambiano ad ogni ora del giorno e della notte e con il costante  obbligo di lavorare la domenica, incidendo sulla qualità della vita personale e famigliare e sulla salute. A farne le spese, all’interno di una società patriarcale, ne sono ancora di più le donne. Rivendichiamo una riduzione generale dell’orario di lavoro al di sotto delle 35 ore settimanali, anche per far fronte alla robotizzazione ed automatizzazione, con turni di lavoro full-time (part-time solo volontario) basati solo su 3 turni giornalieri, e richiediamo inoltre una normativa che regoli l’assistenza e relativi sussidi sociali, paritari uomo-donna, per la gestione delle problematiche familiari senza alcuna perdita di salario;

  • Equiparazione dei salari, delle condizioni di lavoro (normativa) e dei diritti tra tutte le figure professionali del settore aereo fino al raggiungimento di un unico contratto (convenio) collettivo di lavoro di settore internazionale, chiaramente a partire dalle migliori condizioni in essere. Da anni, ormai, con la liberalizzazione del mercato e l’avvento delle compagnie Low Cost, la concorrenza tra le varie compagnie e aziende del settore si basa sempre di più sulle differenze salariali  e normative (costo del lavoro) e non sulla qualità del servizio e sicurezza offerto ai passeggeri, generando in questo modo un inarrestabile “dumping sociale”, addirittura nelle stesse compagnie/aziende con filiali Low Cost, con una sistematica rincorsa al ribasso dei salari. In questo contesto rivendichiamo, inoltre, il rispetto e il riconoscimento universale della rappresentanza sindacale e del diritto di dissenso e sciopero;

  • Riconoscimento, per le figure professionali del settore aereo-aeroportuale, di svolgere un lavoro usurante, colpevole di generare specifiche malattie professionali di cui rivendichiamo, conseguentemente, il riconoscimento economico e normativo. La quasi totalità delle figure professionali del settore sono soggette ad un continuo sollecitamento fisico, ad inquinamento da scarichi, polveri sottili ed acustico nonché a continue radiazioni che mettono quotidianamente al repentaglio la salute e la sicurezza. Inoltre come denunciato nei punti precedenti, la flessibilità oraria e i turni di lavoro generano un continuo stress dovuto dall'instabilità della conciliazione lavoro - tempo libero e quindi anche alla qualità del riposo e dell’alimentazione. Evidenziamo che più le lavoratrici e i lavoratori operano in ambienti salubri e sicuri, più aumentano di conseguenza gli standard di sicurezza per i passeggeri. In questo contesto rivendichiamo l’età pensionabile (Pensione) a 55 anni e, facendo riferimento al punto sulla precarietà, evidenziamo di nuovo l’importanza della stabilizzazione dei contratti;

  • Ripudio ad ogni tipo di oppressione: il settore aereo non è immune dalle discriminazioni di genere, di diversità sessuale di razza e religione e, come in tutti gli altri ambiti lavorativi, il razzismo e il maschilismo sono un’arma per mettere uno contro le lavoratrici e lavoratori con lo scopo di dividerli nelle lotte e nelle rivendicazioni. Denunciamo il fatto che proprio le donne e gli immigrati sono tra i più sfruttati e oppressi: negli aeroporti i lavori più umili e sottopagati vengono fatti svolgere proprio ad immigrati e neri soprattutto perchè, essendo messi ai margini della società, sono costretti ad accettare qualsiasi contratto pure di aver un minimo di salario per sopravvivere. Alle donne, in particolare, vengono affidati i servizi al pubblico, diventando il bersaglio di insulti ed aggressioni.

  • La femminilizzazione del lavoro nel settore dell'aviazione e l'aumento dell'insicurezza lavorativa femminile.
    Si tratta di una realtà che il sistema capitalistico patriarcale utilizza nella divisione sessuale del lavoro, a cui consegue uno squilibrio, nonostante l'aumento delle salariate, abbiamo un numero maggiore di posti di lavoro a bassa retribuzione e un alto tasso di condizioni precarie.
    In Europa, il lavoro delle donne nel settore dei servizi è del 70%, le donne hanno condizioni di lavoro molto povere, i contratti a tempo parziale sono una realtà costante per tutta la loro vita.
    Sotto una prospettiva di genere anticapitalista e di classe, le strategie di lotta rivoluzionarie che le organizzazioni sindacali devono adottare, sono la creazione di una base consolidata di rivendicazioni in termini di uguaglianza.

I sindacati devono lottare per sradicare i pregiudizi patriarcali e sessisti incoraggiando la partecipazione del settore femminile, della classe operaia, ma non solo come una rivendicazione elettorale sindacale, ma come un obbligo per porre fine alle disuguaglianze di genere, al fine di raggiungere una base sociale senza sfruttatori e sfruttati.
Questo è il motivo per cui le organizzazioni sindacati devono fare  pressione sulle aziende affinchè i piani di uguaglianza siano implementati, tenendo un carattere reale nelle politiche di parità in modo che siano eseguiti senza che rimanga un semplice documento in cui  l’azienda esprime i suoi migliori auguri alle lavoratrici senza poi mai eseguirli.

Il lavoro sindacale sulla di parità di genere deve essere quotidiano e  reale e quindi dobbiamo alzare la nostra voce di fronte le autorità pubbiche affinchè adottino misure per eliminare le disuguaglianze a partire dai contratti precari e parziali delle donne, le lavoratori devono poter tenere una indipendenza economica senza dover sottostare ad uno Stato protettivo e patriarcale che le degrada come persone.
Per una vera uguaglianza già nel mondo del lavoro.


RIPRENDIAMO IL VOLO! RSISL

CGT IBERIA (Spagna)

CUB TRASPORTI /  AIRCREW COMMITTEE (Italia)

SUD ARIÉN (Francia)

SOS HANDLING (Portogallo)




 



El 15 de octubre tuvo lugar en Madrid el I Encuentro del Sindicalismo Combativo del Sector Aéreo miembro adherido a la Red Internacional de Solidaridad y Lucha, en el que se dieron encuentro, oficialmente,  trabajadoras y trabajadores de compañías y empresas aeroportuarias de diferentes nacionalidades y organizaciones con el fin de tratar de hacer “despegar" una coordinación internacional del sector .De esta provechoso e interesante confluencia, en la que han participado compañeras y compañeros español@s, italian@s, portugues@s@s y frances@s se ha constatado que las varias problemáticas manifestadas de cada realidad, hablan todas la misma lengua y no es otra que la explotación por parte del capitalismo que ha encontrado tierra fértil gracias a las políticas de varios gobiernos y de la complicidad de los sindicatos patronales. El sector aéreo en todo el mundo, pero en concreto en Europa, es de los más castigados por la liberalización del mercado con la consecuente proliferación de compañías Los Cost y la privatización de las compañías de bandera y de los gestores aeroportuarios. Un sector aéreo que desde hace años está en continuo crecimiento tanto por el creciente número de pasajeros cómo de mercancías transportadas, pero que centraliza los beneficios millonarios de unos pocos especuladores privados, dejando miseria y precariedad a los trabajadores y trabajadoras, al mismo tiempo que decae la seguridad y los servicios al pasaje. Todo esto no ha sucedido por casualidad sinó que es el resultado de un verdadero y concienzudo proyecto. En el 2000 el entonces comisario europeo de transportes  Layola de Palacio, declaró que en Europa quedarían sólo 3 grandes compañías aéreas de referencia en lo referente al transporte aéreo global (largo recorrido), y serían las compañías de bandera (privatizadas) de los Estados más industrializados de la UE: British Airways (GB), AirFrance (FR), Lufrhansa (DE) pasando las demás a desempeñar un rol secundario, regional y de enlace. Estas 3 compañías, hoy por hoy, forman parte de otras 3 grandes alianzas globales del cielo (One Word, SkyTeam, Star Alliance) y junto a otros colosos del transporte aéreo mundial, entre los que se encuentran las grandes compañías americanas, asiáticas y árabes que controlan, a través de acuerdos y alianzas, gran parte del transporte aéreo global embolsándose los respectivos beneficios y dejando sólo migajas a los trabajadores y trabajadoras.

A partir de este análisis general se ha decidido sintetizar las argumentaciones comunes compartidas en las diferentes luchas de las que hemos sido protagonistas, construyendo así una plataforma unitaria de reivindicaciones:


  • Control público del sector aéreo a través de la nacionalización de las compañías de bandera y de los gestores aeroportuarios, siendo ambas un patrimonio público, un bien común, con el consecuente plan de internalización  de todas las actividades ( handling, mantenimiento, informática, seguridad, ecc) poniendo fin a la subcontratación y cesión a terceros. Un control público que nivele los costes de los servicios de tierra en base a una tarifa única, igualitaria y sin distinción entre compañías (Los Cost) y que equipare y controle las tasas aeroportuarias tomando como referencia las capitales de los estados miembros de la Unión Europea;

  • La lucha contra la precariedad laboral en un sector en el que la contratación, durante todo el año, de personal a media jornada y temporales, no está en absoluto justificado siendo utilizado solamente para tener controlados y bajo presión salarial y laboral a los trabajadores y trabajadoras, los cuales además de ser condenados a una vida sin posibilidades ni expectativas, verán siempre más lejana y empobrecida su pensión, Reivindicamos la estabilidad laboral de los contratos;

  • Respeto, en lo que a la conciliación de la vida laboral y familiar se refiere, en un sector en el que los horarios el trabajo están basados constantemente en la flexibilidad sin tener en cuenta las necesidades y exigencias de las trabajadoras y trabajadores, con turnos que saltan de horas a lo largo de la jornada  diurna y nocturna y con la habitual obligación de trabajar los domingos, incidiendo en la calidad de vida personal, familiar y de la salud. A pagar las consecuencias, en una sociedad patriarcal, nos encontramos con que las más afectadas son las mujeres. Reivindicamos una reducción general del horario de trabajo por debajo de las 35 horas semanales, también para hacer frente a la robotización y automatización, con turnos de trabajo a jornada completa (media jornada sólo de forma voluntaria) en base a 3 turnos diarios, y pedimos además una normativa que regule las ayudas y las correspondientes prestaciones sociales, iguales para hombres y mujeres, para facilitar la gestión de las problemáticas familiares sin que ello conlleve una pérdida salarial;

  • Equiparación salarial, de las condiciones laborales (normativa) y de los derechos entre todas las categorías profesionales del sector aéreo hasta que se consiga un único convenio colectivo del sector a nivel internacional, evidentemente estableciendo como base las mejores condiciones ya existentes. Desde hace años , ya, con la liberalización del mercado y la aparición de las compañías Low Cost,  las varias compañías y las empresas del sector basan su competencia en las diferencias salariales, la normativa (coste del trabajo) y no en la calidad del servico ni en la seguridad que se debería ofrecer a los viajeros, generando de esta manera un imparable “dumping social", incluso en las mismas compañías/empresas con filiales Low Cost, con una sistemática carrera hacia la rebaja de los salarios. En este marco, reivindicamos, asimismo,  el respeto y el reconocimiento universal de la representación sindical y del derecho a la huelga;

  • Reconocimiento, para todos los perfiles profesionales del sector aereo-aeroportuario, de desempeñar un trabajo deslomador, culpable de generar enfermedades profesionales específicas para las que reivindicamos, de consecuencia, el reconocimiento económico y su regulación La mayoría de los perfiles profesionales del sector están sujetos a un continuo esfuerzo físico, contaminación  por emisiones, por microparticulas y contaminación acústica así como a continuas radiaciones que ponen cada día en riesgo la salud y la seguridad. Por otra parte, como ya hemos denunciado en los puntos anteriores, la flexibilidad horaria y de turnos de trabajo, generan un continuo estress debido a la inestabilidad de la conciliación laboral – tiempo libre y por lo tanto afecta a la calidad del descanso y de la alimentación. Ponemos de manifiesto y constatamos que cuánto mayores son las condiciones de salubridad y seguridad de los trabajadores y trabajadoras mayores son los estándares de calidad y seguridad también para los pasajeros. Dentro de este contexto reivindicamos que la edad de jubilación (pensión) sea a los 55 años y, en referencia al punto sobre la precariedad, evidenciamos de nuevo la importancia de la estabilidad de los contratos de trabajo;

  • Rechazamos cualquier tipo de opresión: no siendo el sector aéreo inmune a las discriminaciones de género, de diversidad sexual, de raza y religión y, como en el resto de ambientes de trabajo, el racismo y el machismo son armas para enfrentar a los trabajadores y trabajadoras con el fin de dividirlos en sus luchas y reivindicaciones. Denunciamos que precisamente las mujeres y los inmigrantes son los más explotados y oprimidos: en los aeropuertos los trabajos menos considerados y mal pagados se los hacen hacer precisamente a los inmigrantes y negros sobretodo porqué, estando marginados a nivel social, se ven obligados a aceptar cualquier contrato por tal de tener un salario mínimo para sobrevivir. En el caso de las mujeres, de forma particular, le son asignados los trabajos de cara al público, llegando a ser éstas diana de insultos y agresiones.

  • La feminización del trabajo en el sector aéreo y el incremento de la precariedad laboral femenina.

Es una realidad que el sistema capitalista patriarcal se apoya en la división sexual del trabajo ,con ello  consigue un desequilibrio ,a pesar del aumento de asalariadas,tenemos un mayor número de puestos de trabajo mal remunerados y un elevado índice de condiciones precarias.

En Europa el trabajo femenino dentro del sector servicios es de un 70%,son las mujeres las que sufren unas condiciones laborales de muy mala calidad,los contratos a tiempo parcial son una realidad constante a lo largo de la vida de las mujeres.

Bajo una perspectiva de género anticapitalista y de clase , las estrategias de lucha revolucionarias que tienen que adoptar las organizaciones sindicales ,son la creación de una base consolidada de reivindicaciones  ,en materia de igualdad de género.

Las organizaciones sindicales tienen que luchar por erradicar los prejuicios patriarcales y sexistas fomentando la participación del sector femenino ,de la clase trabajadora ,no como un reclamo  electoral sindical ,sino como una obligación para acabar con las desigualdades de género y poder llegar a centrarnos en la creación de una base social sin explotadores ni explotadas.

Es por ello que las organizaciones sindicales tienen que presionar a las empresas para que los planes de igualdad se implanten,tengan un carácter  real en políticas de igualdad y se lleven a cabo no sean un mero documento donde la empresa exprese sus mejores deseos a las trabajadoras y luego no lo lleve a cabo.

El trabajo sindical en materia de igualdad tienen que ser diario y real por ello tenemos que elevar nuestra voz a los poderes públicos para que tomen medidas para erradicar la desigualdad y la precariedad femenina con contratos parciales,las trabajadoras tienen que poder tener una independencia económica sin tener que depender de ningún estado protector y patriarcal que las degrada como personas.

Por una igualdad real ya en el mundo laboral.


RECUPEREMOS EL VUELO RSISL

CGT IBERIA (España)

CUB TRASPORTI /  AIRCREW COMMITTEE (Italia)

SUD ARIÉN (Francia)

SOS HANDLING (Portugal)

 


Articolo tratto da: Fronte di Lotta NO AUSTERITY - http://frontedilottanoausterity.org/
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