Ferrhotel: gli sgomberi non sono l’unica politica abitativa possibile!




Gli sgomberi non sono l’unica politica abitativa possibile
Casa - lavoro - diritti sociali per tutti!

Lo sgombero del Ferrhotel di Bari, storico luogo della comunità dei rifugiati somali di Bari e non solo, non era l’unico epilogo possibile di questa vicenda.

Nato nel 2009 con una grande mobilitazione della citta di Bari a sostenerne la causa ed a costringere l’amministrazione comunale dell’epoca a concordare una soluzione con l’ente proprietario della struttura, è stato alla fine sgomberato con la forza.

La versione del trasferimento consensuale non è credibile: non sarebbe certo servito l’eccessivo dispiegamento di forze dell’ordine messo in campo se fosse stato così, né le forze dell’ordine avrebbero scelto per effettuare lo sgombero il momento in cui la maggior parte degli abitanti era fuori.

Né l’amministrazione comunale può fare finta di non essersi allineata alla linea di Salvini, mandando il direttore generale del comune a gestire il trasferimento “consensuale” degli abitanti.

Lo sgombero ha privato ancora una volta dei lavoratori, la maggior parte del settore agricolo, del diritto ad una residenza stabile (seppur in condizioni più che precarie come la maggior parte degli immobili affittati agli immigrati stessi).

L’amministrazione comunale, ed in particolare l’assessorato al welfare, avrebbe potuto e dovuto insistere con l’ente proprietario per una soluzione diversa (le FS concedono abitualmente in uso strutture di loro proprietà ad enti e privati).

Nel frattempo sono diversi anni che gli abitanti dell’Ex-Socrate sono in attesa dell'applicazione del protocollo di intesa siglato dall'amministrazione comunale sull'auto-recupero della struttura.

Preso atto di ciò risulta paradossale che l’assessorato al welfare dichiari di essersi munito scientemente di risorse al fine di contrastare situazioni di marginalità e disagio sociale, garantendo piena tutela dei vulnerabili, e di essersi adoperato per la ricerca di soluzioni alloggiative idonee. Ci si chiede dunque come mai parte delle realtà attive sul territorio inserite nella gestione dei centri Sprar non siano state interpellate anticipatamente su possibili ingressi e come mai la risposta abbia sempre un carattere emergenziale. Alcune delle soluzioni previste, per loro natura giuridica, non garantiscono una permanenza superiore ai 6 mesi, altre non più di un posto letto a notte.

Tenuto conto della permanenza decennale degli ex residenti del Ferrhotel, possiamo dunque obiettare che la risposta appare farraginosa, se si volge lo sguardo al mantenimento di rapporti significativi instaurati dal singolo sul territorio, da un punto di vista di legami personali e professionali.

Senza legittimità alcuna, nella ricca città di Bari viene negato il diritto alla residenza a dei cittadini senza casa!
Il 20 ottobre, in occasione dell’assemblea sindacale di preparazione dello sciopero generale del 26 ottobre, il problema casa e residenza costituirà una delle rivendicazioni principali.

  • CUB Bari
  • Collettivo Guevara
  • Associazione Socrate
  • FLNA - Fronte di Lotta No Austerity
  • Unione Inquilini Roma


Per adesioni rivolgersi a: Spazio17 – Via Michelangelo Signorile, 10/a – Bari (320 8003742)
o su fb collettivo guevara



Articolo tratto da: Fronte di Lotta NO AUSTERITY - http://frontedilottanoausterity.org/
URL di riferimento: http://frontedilottanoausterity.org/index.php?mod=none_News&action=viewnews&news=1539634359