UNA CHIMERA CHIAMATA “DIGNITÀ ”




Le misure del governo sul lavoro sono insufficienti e inadeguate:
Il Reddito di Cittadinanza, che ha ipnotizzato milioni di italiani in cerca di salvezza dalle ingiustizie della economia liberista si sta dimostrando fumoso e ambiguo, soprattutto non si chiarisce dove prendere le eventuali risorse, con il rischio che ricadano sulla fiscalità generale, in nuovo debito pubblico a carico della collettività o in nuovi tagli ai servizi essenziali.
Parallelamente NON viene introdotta alcuna misura strutturale per combattere disoccupazione e creare lavoro, infatti la Legge Fornero non viene abolita ma soltanto calmierata e male; non vengono reintrodotte le tutele per i lavoratori come l' articolo 18 o la scala mobile, al contempo non si interviene sull'orario di lavoro, che invece andrebbe ridotto per tutti a parità di stipendio; per contro vengono avvallate le ipotesi di ulteriore restrizione delle libertà di espressione, dissenso e sciopero.
Oltre a ciò il Governo non propone alcuna abolizione dell' Alternanza Scuola Lavoro,  che umilia i nostri studenti obbligandoli a lavorare gratuitamente con mansioni inadeguate e gravi rischi, come dimostrano i tanti incidenti occorsi.
Ancora, con una violenta propaganda razzista si attaccano uomini, donne, lavoratori stranieri (che sono nostri colleghi e compagni di lavoro) cercando, in nome del sovranismo e della xenofobia, di far ricadere su innocenti i mali e le derive del capitalismo, come già tristemente visto nei regimi fascisti del '900.
Anche il Decreto Dignità presenta una serie di malefatte allarmanti, vediamole in dettaglio:
PRECARIATO: Viene ridotta la durata massima del contratto a termine a 24 mesi, viene ridotto il numero di rinnovi di contratti a termine da 5 a 4, ogni contratto con limite di 24 mesi e obbligo di causale dopo i 12 mesi; SENZA però reintrodurre clausole di assunzione necessaria per i lavoratori utilizzati e formati, senza dunque alcuna garanzia di mantenimento del posto di lavoro.
Le indennità per i licenziamenti illegittimi aumentano in modo modesto (da 4 a 6 come minimo e da 24 a 36 come massimo) e la clausola sanzionatoria che prevede l'automatica trasformazione a tempo determinato, per i contratti senza le previste causali, vale SOLO “a partire dal primo rinnovo oltre i 12 mesi”.
Inoltre il lavoro in somministrazione viene esonerato dall'obbligo di Stop and Go (cioè la non continuità  fra due contratti a termine) appena introdotto e tali lavoratori a chiamata vengono privati anche dall’obbligo di causale, continuando di fatto a favorire le agenzie interinali e l’intermediazione di lavoro, forme di caporalato istituzionalizzato.
Peraltro fino al 2020 i datori di lavoro privati che assumono giovani con contratto a tutele crescenti, avranno diritto all’esonero del 50% dei contributi previdenziali; dunque si conferma e si incentiva il principale strumento del Jobs Act, che limita le tutele dei lavoratori per 3 anni dalla assunzione.
Inoltre viene stabilito un periodo transitorio fino al 31 ottobre  in cui varranno le vecchie norme, favorendo il probabile boom di contratti a tutele crescente siglati nel periodo transitorio, senza causali fino al 2021.
Per di più si reintroducono i voucher in agricoltura e nel turismo, utilizzabili per assumere pensionati, studenti under 25, disoccupati e percettori del reddito di inclusione o di altre forme di sostegno al reddito.
In sintesi si finisce paradossalmente per creare un meccanismo di estromissione dal lavoro dei precari e ricambio rotativo con nuova forza lavoro, a dimostrazione di come le battaglie sul lavoro o si fanno fino in fondo oppure diventano inutili e dannose.
MAESTRE : Le maestre e i maestri diplomati magistrali (più di 50 mila lavoratori, in gran parte donne) sono state ingannate all’ultimo minuto. Pochi giorni prima dell’approvazione del decreto Dignità, è stata introdotta nel decreto stesso una modifica che prevede, per le maestre assunte in ruolo, la trasformazione dei contratti a tempo indeterminato in contratti a tempo determinato (fino al 30 giugno 2018). Per loro e per tutte le altre maestre precarie è previsto l’esclusione dalle graduatorie (gae): di fatto un licenziamento di massa. Verrà bandito un concorso che garantirà l’assunzione in ruolo a una piccolissima percentuale di maestre: un duro colpo per decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori della scuola!
PORTUALI: Emblematica la situazione dei lavoratori portuali che sono esclusi dalla stretta sui contratti a termine, condannando così alla massima flessibilità uni dei settori già più precarizzati e attraversati da gravi problemi di sicurezza per i lavoratori.
DELOCALIZZAZIONI, Le imprese che hanno beneficiato di aiuti di Stato e che delocalizzano all'estero le proprie attività, entro 5 anni dai contributi, dovranno restituire quanto ricevuto, è prevista anche una sanzione da 2 a 4 volte l'aiuto ricevuto, tuttavia le delocalizzazioni restano possibili, per le aziende che hanno usufruito di incentivi pubblici dopo 5 anni dall’erogazione delle agevolazioni e senza alcun vincolo per le altre aziende, che pur non avendo usufruito di agevolazioni hanno sfruttato infrastrutture e lavoratori del nostro paese. La norma inoltre non ha valore retroattivo: chi ha già delocalizzato e usufruito di contributi pubblici potrà continuare a godersi benefici e profitti.
Del resto la pretesa di giustizia sociale nel sistema capitalista sostenuto da questo Governo, è una promessa fasulla e strumentale agli interessi del padronato; non esistono politiche buone per sfruttatori e sfruttati, bisogna scegliere da che parte stare.
 
Come Fronte di lotta No Austerity sosterremo la mobilitazione unitaria e solidale di lavoratori e disoccupati per rivendicare vera lotta alla disoccupazione e per il lavoro  stabile e dignitoso.
Settembre 2018.

 



Articolo tratto da: Fronte di Lotta NO AUSTERITY - http://frontedilottanoausterity.org/
URL di riferimento: http://frontedilottanoausterity.org/index.php?mod=none_News&action=viewnews&news=1537729915