Ryanair: mayday, mayday, equipaggi in rivolta!




Ci viene proprio da dire FINALMENTE! Il modello Low Cost sta implodendo dentro i suoi stessi eccessi dove lo sfruttamento dei lavoratori e l’elusione delle regole ne hanno fatto un caposaldo in questi anni. Il misantropo Michael O’Leary ne è stato il timoniere indiscusso in Europa. In Italia ha avuto l’ok “all’atterraggio” dai vari governi che si sono succeduti, tra l’altro, con una pioggia di soldi pubblici (milioni di euro) nella maggior parte dei casi concessi con modalità oscure.

Il modello Low Cost in Italia non è stato mai osteggiato anzi, vedi l’ex amministratore delegato di Alitalia Cramel Ball che lo ha considerato un modello da perseguire e ne prese spunto per stilare il piano di tagli  bocciato poi nel Referendum dai lavoratori Alitalia (sostenuti dal Comitato del No istituito dalla Cub Trasporti e AirCrew Commitee), oppure ricordiamo il caro Ministro dei Trasporti Delrio, che tra selfie e strette di mano, fece accordi milionari con O’Leary concedendo   irresponsabilmente il controllo del trasporto aereo italiano a Ryanair a discapito dei cittadini e dei lavoratori, infine non potevano mancare i sindacati di professione CGIL-CISL-UIL che da anni hanno condiviso la “lowcostizzazione” del trasporto aereo apponendo firme su accordi che hanno spazzato via posti di lavoro, diritti e salari e oggi si vorrebbero eleggere paladini degli equipaggi Ryanair (sic!).   

RISCONTRATA AVARIA AL MODELLO LOW COST

Finalmente si riscontra la tanto attesa avaria al modello Low Cost:

  • La Corte di Giustizia Europea emette una sentenza in cui dichiara che le controversie di lavoro debbano essere risolte nei tribunali in cui il lavoratore ha la sede di lavoro, cosa che mette in crisi le pratiche aziendali di Ryanair e tutte le pendenze legali con i propri lavoratori.

 
  • Gli equipaggi Ryanair si rivoltano pretendendo condizioni di lavoro migliori a partire dal diritto alle ferie, riposi, congedi ma anche a salari piu alti. Molti tra piloti e assistenti di volo decidono di dimettersi per andare a prestare servizio in compagnie dove le condizioni sono migliori (Easyjet, Vueling, Norwegian, ecc…) e il funambolo O’Leary è costretto a cancellare centinaia di voli lasciando a terra, per ora, 400 mila passeggeri perché sprovvisto di equipaggi.

O’LEARY BASSA IL CAPO E CHIEDE SCUSA AI PILOTI!

Il giocoliere CEO di Ryanair tenta l’asso nella manica per tentare, quanto meno, di fermare l’emorragia di piloti che tentano la fuga  promettendo loro bonus, premi di fedeltà e quant’altro. Gli equipaggi Ryanair conoscono fin troppo bene l’abilità nel barare di O’Leary  e non possono che rimanere scettici di fronte all’ennesimo giro di carte.   

ALLACCIARSI LE CINTURE SIAMO PRONTI A SCIOPERARE...

Eh si ci siamo, da qualche settimana circola nel Regno Unito una lettera scritta da alcuni piloti che incita gli equipaggi a creare un comitato, un sindacato per opporsi alla strategia divie et impera che Ryanair applica nei rapporti con il proprio personale, nonché tra le pagine del quotidiano inglese Telegraf, contattato anonimamente da un dipendente della compagnia irlandese, si legge che alcuni assistenti di volo britannici stiano pianificando uno sciopero di massa prima di abbandonare definitivamente Ryanair.

IL FRONTE DI LOTTA NO AUSTERITY SOSTIENE A GRAN VOCE LA BATTAGLIA DEI LAVORATORI E LAVORATRICI DELLA RYANAIR, CHE CON LA SUA POLITICA AZIENDALE HA GENERATO, NEI CIELI EUROPEI, LIVELLI DI SFRUTTAMENTO E DUMPING SOCIALE CHE SONO ALLA BASE ANCHE  DELLE MOBILITAZIONI IN CORSO NEGLI AEROPORTI ITALIANI CONTRO LE TERZIARIZZAZIONI DEI SERVIZI (appalti e cooperative) E A DIFESA DEI DIPENDENTI DI ALITALIA.

AVANTI UNITI SI VINCE!

 


Articolo tratto da: Fronte di Lotta NO AUSTERITY - http://frontedilottanoausterity.org/
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