Difendiamo ed estendiamo il diritto di sciopero: no ad ulteriori restrizioni!




 
 
Dopo la straordinaria riuscita degli scioperi del 16 giugno (trasporti e logistica) e del 6 luglio (trasporto locale) – scioperi che hanno avuto un’altissima adesione tra i lavoratori e le lavoratrici, dimostrando che esiste una rabbia crescente contro le politiche di austerity e di privatizzazione – il governo ha lanciato un’offensiva contro il diritto di sciopero.
Il ministro delle infrastrutture Delrio, all’indomani dello sciopero del 16 giugno, ha invocato regole più restrittive, definendo “non rappresentativi” i sindacati di base e autonomi che hanno proclamato lo sciopero. Subito dopo, ha precettato lo sciopero dei trasporti del 26 giugno utilizzando come pretesto “il caldo” (sic!). Infine, ha annunciato il proprio sostegno a una proposta di legge presentata dai senatori Sacconi e Ichino che di fatto impedirebbe alla maggioranza delle sigle sindacali di proclamare scioperi senza convocare prima un “referendum” tra i lavoratori, gli hanno fatto subito eco le segretarie generali Furlan e Camusso invocando a gran voce la modifica della legge sullo sciopero ed  una sulla rappresentanza con il chiaro obbiettivo di imbavagliare definitivamente i lavoratori. La proposta di legge, che verrà presentata alla discussione delle commissioni del senato il 19 luglio (guarda caso in piena estate), prevede infatti che possano scioperare senza “referendum” preventivi solo i sindacati “con un grado di rappresentatività superiore al 50%”. Ancora una volta verranno “premiati” solo i sindacati complici con le aziende e con il governo, come già in parte  avvenuto con il vergognoso accordo del gennaio 2014 (Testo Unico sulla Rappresentanza).
Da un lato il governo afferma di aver bisogno di leggi più restrittive a causa del successo dei recenti scioperi dei trasporti, dall’altro lato afferma che i sindacati che hanno proclamato gli scioperi “non hanno seguito”: un’evidente contraddizione che dimostra il carattere strumentale del tentativo di minimizzare il ruolo dei sindacati di base e autonomi.
Gli attacchi del governo sono tanto più gravi perché riguardano settori che già oggi sono già fortemente penalizzati dalla legge 146/90, che vieta gli scioperi prolungati nel settore pubblico, nei trasporti e in tutti i cosiddetti servizi essenziali (con clausole molto restrittive anche in relazione alle modalità di proclamazione).
 
Nel ribadire pieno sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici che hanno scioperato il 16 giugno e il 6 luglio, il Fronte  di Lotta No Austerity:
-          chiede il ritiro immediato della proposta di legge Sacconi-Ichino;
-          appoggia e sostiene attivamente tutte le iniziative di mobilitazione organizzate in questi giorni contro la proposta di legge;
-          fa appello a tutti i sindacati, comitati, associazioni, organizzazioni politiche a costruire da subito comitati unitari e iniziative unitarie di lotta per resistere a questi attacchi;
-          propone un’estensione del diritto di sciopero a partire dall’abolizione della legge 146/90 e dal ritiro del Testo Unico sulla Rappresentanza.
 
NON FERMERETE GLI SCIOPERI, NON FERMERETE LE LOTTE!
 
Fronte di Lotta No Austerity
www.frontedilottanoausterity.org


Articolo tratto da: Fronte di Lotta NO AUSTERITY - http://frontedilottanoausterity.org/
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